
SereNere si spostano alla Biblioteca comunale Ilaria Alpi di Donoratico, comune di Castagneto Carducci (LI).
Organizzati dal Comune di Castagneto Carducci e curati da Elisabetta Cosci, i tre appuntamenti con autori che parlano dei loro romanzi e dei loro racconti sempre in bilico tra la storia vera e il mistero, tra realtà e fantasia. La quotidianità svela la sua faccia nascosta, in cui la normalità è solo apparenza.
Il primo appuntamento è per venerdì 3 marzo, alle ore 18.00 con Giampaolo Simi e il suo romanzo Senza dirci addio (Sellerio 2022). Un personaggio malinconico e abile a fiutare il crimine, una trama ben congegnata, una suspense costante stemperata da una sottile vena ironica. Con questi ingredienti Giampaolo Simi si conferma maestro del genere e firma un terzo tassello della serie che si legge di gusto anche da solo: Senza dirci addio. Il giornalista Dario Corbo è stato per vent’anni un cronista di nera. Da questo passato ha ereditato i modi spicci e la capacità di sentire odore di bruciato quando si presenta. Diventato da un paio d’anni il braccio destro di Nora Beckford, figlia di un grande artista che è stata l’imputata di un omicidio reso celebre anche dagli articoli dello stesso Corbo, riceve una notizia lancinante. La ex moglie Giulia è morta, travolta da un pirata della strada. Un colpo inaspettato che lo trova proprio nel giorno in cui il figlio Luca affronta la prima udienza di un brutto processo. Di fronte alla rabbia del figlio che non si dà pace e minaccia di vendicarsi sul compagno della madre che ritiene colpevole, decide di far luce su alcuni punti oscuri della faccenda. Lo incoraggia ad andare avanti l’indiscrezione del maresciallo che dirige le indagini, sua vecchia conoscenza: al comando non hanno nessuna intenzione di approfondire. Invece Dario scorge troppe ombre: tra l’altro, come mai è
sparito il cellulare di Giulia con tutte le tracce elettroniche? Ma soprattutto: che ci faceva Giulia nel buio della campagna toscana più sperduta? Le trame di Giampaolo Simi appaiono già dalle prime pagine ricchissime di situazioni articolate, svolte inattese e personaggi sfaccettati. Sono forse questa complessità di costruzione narrativa e la sapienza di intreccio logico a rendere fluido eppure misterioso l’andamento dei suoi romanzi e convincenti ma insieme sorprendenti gli esiti. E, grazie alla spesso insolente ironia del protagonista, l’autore svela il contrasto stridente tra la patina raffinata e alla moda di certi personaggi e le ombre oscure che proiettano. Giampaolo Simi è soggettista e sceneggiatore di fortunate serie TV come «RIS» e «Crimini», è
autore della fiction «Nero a metà». I suoi libri hanno ricevuto vari premi e
sono stati tradotti in Francia (nella «Série noire» di Gallimard e presso
Sonatine) e in Germania (Bertelsmann). Con Sellerio ha pubblicato Cosa resta di noi (Premio Scerbanenco 2015), La ragazza sbagliata (Premio Letterario Chianti 2018), Come una famiglia (2018), I giorni del giudizio (2019), Rosa elettrica (2007, Sellerio 2021) e Senza dirci addio (2022).
sabato 11 marzo alle ore 18.00, Antonio Paolacci e Paola Ronco presentano
Tutto come ieri (Piemme 2022). È una calda mattina di giugno a Genova, quando due uomini arrivano in auto alla Commenda di Pré e sparano contro gli immigrati radunati nella piazzetta. È il caos. Le prime pagine dei giornali nazionali parlano di attentato a sfondo razziale, le telecamere invadono la città, le speculazioni politiche alimentano le già forti tensioni sociali, e nella Genova multietnica cresce di ora in ora un’atmosfera potenzialmente esplosiva. In tutto questo, il vicequestore aggiunto Paolo Nigra è costretto ad assistere alle indagini da spettatore lontano, a Napoli, dove sta affrontando le presentazioni con la famiglia del suo compagno Rocco, per di più complicate dalla ricomparsa di un suo antico amore. Ma un’inattesa e sorprendente rivelazione lo costringerà a tornare in servizio: l’attentato sembra collegato all’unico caso irrisolto nella sua carriera. Com’è possibile? Cosa può legare quel vecchio omicidio a un attentato razzista? E chi è l’aggressore che dà la caccia a Nayana, una ragazzina di origini bengalesi che è l’unica ad averlo visto in faccia? Mentre sullo sfondo crescono le tensioni politiche, Nigra si ritroverà a seguire il filo di un’indagine che lo tormenta da anni, misteriosamente collegata a
qualcosa di ben più intricato e pericoloso di quanto lui stesso potrebbe
immaginare. Antonio Paolacci & Paola Ronco vivono a Genova e sono compagni di vita. Entrambi hanno già all’attivo diverse pubblicazioni. A quattro mani scrivono la serie dedicata alle indagini del vicequestore aggiunto Paolo Nigra, inaugurata dal romanzo Nuvole barocche (Piemme, 2019). Antonio Paolacci e Paola Ronco ci conducono, con la consueta
abilità, in un’indagine mai scontata e molto intrigante che affonda le sue radici nell’odio che abbiamo di fronte ogni giorno. E riescono a portare il giallo al suo scopo più alto: mostrare la società così com’è, senza ometterne le storture, le ipocrisie, né i gesti di inconsueta umanità. Tutto come ieri (Piemme 2022) è il loro terzo romanzo scritto a 4 mani che ha per protagonista Paolo Nigra. La rassegna si chiude giovedì 16 marzo, ore 18.00 con Andrea Vitali e il suo ultimo romanzo Cosa è mai una firmetta Garzanti 2022. Di stare a Bellano, il venticinquenne Augusto Prinivelli, perito industriale, non ne può più. Così ha cercato e trovato lavoro a Lecco presso la Bazzi Vinicio-minuterie metalliche. Quando l’anziana zia Tripolina, con cui vive da che è rimasto orfano, dovesse morire, venderà il putrido caseggiato di quattro piani di cui lei è proprietaria, manderà al diavolo quei morti di fame che sono in affitto e tanti saluti. Ma non ha fatto i conti col destino. La mattina di mercoledì 8 febbraio 1956, infatti, irrompe sulla scena Bazzi Birce. È la figlia di Bazzi Vinicio, il titolare dell’azienda, ed è colpo di fulmine. Corteggiamento, brevissimo; fidanzamento e nozze. E per il futuro? No, niente figli, piuttosto, il caseggiato… Venderlo? Alt! Un momento. Lo sa l’Augusto cosa ne verrebbe fuori rimettendolo a posto? Lo sa lei, la Birce, imbeccata dal padre, che per certe cose ha il fiuto giusto. E poi non si può stare ad aspettare che la zietta muoia. Non si potrebbe invece farle mettere una firmetta su un atto di cessione? Cosa sarà mai! Andrebbe tutto a posto in un niente. Oltretutto bisognerebbe arginarla la zietta, perché morta la vicina ha già trovato una nuova affittuaria, una giovane vedova che la notte sembra lamentarsi spesso, forse avrebbe bisogno di un dottore. Sì, ma di che tipo? L’estro narrativo di Andrea Vitali sperimenta nuovi percorsi. L’osservazione del paesaggio umano si fa ancora più tagliente e impietosa. Capace di strappare un sorriso a ogni piega del racconto con le sue fulminanti invenzioni, non risparmia lo scavo tra gli istinti primordiali dei suoi personaggi, fino a metterne a nudo il cinismo che li divora. Andrea Vitali è nato a Bellano nel 1956. Medico di professione, ha esordito nel 1989 con il romanzo Il procuratore, che si è aggiudicato l’anno seguente il premio Montblanc per il romanzo giovane. Nel 1996 ha vinto il premio letterario Piero Chiara con L’ombra di Marinetti. Approdato alla Garzanti nel 2003 con Una finestra vista lago (premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa), ha continuato a riscuotere ampio consenso di pubblico e di critica con i suoi romanzi, ottenendo, tra gli altri, il premio Bancarella nel 2006 (La figlia del podestà), il premio Ernest Hemingway nel 2008 (La
modista), il premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante, il premio
Campiello sezione giuria dei letterati nel 2009, quando è stato anche
finalista del premio Strega (Almeno il cappello), il premio internazionale di
letteratura Alda Merini, premio dei lettori, nel 2011 (Olive comprese). Nel
2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l’opera omnia,
nel 2015 il premio De Sica, nel 2019 il Premio Giovannino Guareschi per
l’Umorismo nella Letteratura e nel 2022 il premio Racalmare Leonardo
Sciascia.